segunda-feira, 11 de janeiro de 2010

Dal Nord della Francia al Sud d’Italia: lo stesso capro espiatorio ma reazioni diverse.

Da Calais a Rosarno, la situazione migratoria e la continua repressione su migranti e militanti legittimata dai governi attuali, emerge con violenza e fa parlare.
Il 2009 ha visto un aprirsi della politica di destra del governo Sarkozy e del suo amico ministro dell’ immigrazione Besson. Lo smantellamento della jungle, l’accampamento, tendopoli di Calais è stata la conseguenza più evidente e chiara della repressione e della volontà di pulizia etnica nell’ottica della politica francese.
L’azione è stata eseguita dalle forze dell’ordine, spiegate da ogni parte del paese in maniera esagerata e di proporzioni irrazionali che hanno solo messo i luce come la dignità proclamata dal governo sia stata una falsa e solo una parola come altre.
Il 2010 ha visto in Italia l’ennesima conseguenza del governo attuale di Berlusconi e la sua squadra, o squadrone. Maroni dopo la promozione del pacchetto sicurezza accusa ancora delle pecche derivanti dalla TROPPA TOLLERANZA passata nei confronti degli immigrati LAVORATORI e che troppo spesso non sono considerati come tali ma solo come etichette di clandestinità.
Rosarno e le reazioni violente animate da coloro che davvero controllano il territorio (cosche mafiose Bellocco in primis) sono state un ennesimo episodio di presa di posizione di immigrati stufi di essere considerati peggio delle merci stesse da un governo che non prende e non vuole prendere provvedimenti diretti e arrivare alle cause della situazione attuale. Il pacchetto sicurezza più che aumentare violenza e abuso poliziesco nelle strade e introiti alle casse dello stato più di quello che già entrava dagli immigranti, non fa e non da. Il NON cambiamento strategicamente coperto e legittimato non avverrà se non si continuerà a proclamare solidarietà con coloro che scendono in piazza, coloro che NON sono criminali ma che sono etichettati come tali solo per non essere in possesso di documenti. Documenti spesso trattenuti dalle stesse autorità o dalle organizzazioni mafiose.
Rosarno ora appare libera dalla feccia, come Calais. Sarà contento Calderoli che non vede l’ora di nuove esplulsioni. Sarà contento il Pdl e i suoi amici. Sarà contenta la mafia che avrà ancora una volta il potere di controllo. Per ora però la questura di Reggio Calabria ha garantito che non ci saranno espulsioni.
L’apparenza però non è da confondere con la realtà. La caccia all’immigrato intrapresa dal governo Sarkozy nella zona di Calais a tolleranza ZERO, è la stessa intrapresa dalla parte civile a Rosarno dove le forze dell’ordine non hanno il comando, ma è la mafia e la sua gente che continua imperterrita il controllo del territorio.





Rosarno, dietro gli scontri...

Il nuovo anno inizia con una dimostrazione chiara di cosa sia il governo attualmente al potere in Italia. Un governo ipocrita, di una ipocrisia così infima che non se ne riesce a capire neanche l’origine.
Come in ogni governo, è necessario individuare un capro espiatorio per poter convincere i comuni cittadini a continuare a pagare le tasse, a sborsare denaro alle casse dello Stato anche quando non riescono ad arrivare alla fine del mese.
Il governo che si dichiara democratico deve essere dunque legittimato da chi gli conferisce il potere per poter continuare a definirsi tale.
Ma il governo attuale non può riuscire nel suo intento da solo. Non può convincere cittadini e giovani che stanno aprendo occhi e orecchie e che si stanno mobilitando contro di esso.
L’appoggio delle cosche mafiose è essenziale per garantire una continuità al benessere dei potenti.
Rosarno si trova in Calabria, una delle regioni in cui la mafia, ‘Ndrangheta è assai radicata e parte imprescindibile della stessa popolazione.
In Calabria, anche lo Stato lascia la gestione del territorio dove la mafia comincia la sua giurisdizione.
Famiglie come Pesce e Bellocco rappresentano La Gente, e da anni i loro clan controllano il territorio.
I loro traffici sono parte della vita quotidiana dei suoi cittadini. Dal pagamento del pizzo nei servizi pubblici davanti ai clienti, alla distribuzione di armi per potersi proteggere dagli immigrati che hanno come colpa l’essere coinvolti in un ciclo mafioso non solo italiano, ma ben più lontano e iniziato spesso nel proprio paese di provenienza.
Ma a Rosarno, dove l’immigrazione rimane nell’illegalità, oggi si è detto basta. I lavoratori senza e con un permesso di soggiorno, sfruttati dai padroni di lavoro e costretti a vivere in pessime condizioni, sono stati trasferiti e non in centri di accoglienza, termine soft utilizzato da giornalisti sui quotidiani, ma in CIE dove il loro percorso e le loro catene mafiose non avranno ancora fine.
Almeno però si è giunti ad un pari accordo. I cittadini di Rosarno si sono liberati degli immigrati che picchiano le loro donne, mangiano i loro bambini,..a no erano i comunisti? E che rubano il loro lavoro. Gli immigrati LAVORATORI, sono riusciti a farsi spostare da quelle terre in cui niente possedevano e per cui niente vivevano. I vincitori degli scontri sono però sempre gli stessi. Sono sempre coloro che rimangono dietro le prime file e che riescono però a gestire il tutto.
Se da una parte non si nega un sistema caporalato, dall’altra è chiara l’incidenza di una collaborazione stretta tra ‘Ndrangheta e lo stesso governo.
Non deve dunque stupire la reazione di Maroni, alquanto accondiscendente con il punto di vista mafioso che non ha pensato due volte ad armare la popolazione e far sparare sui lavoratori.
La mafia non li voleva più nelle loro terre. Aspettano ora altri immigrati che ancor più disperati e forse silenziosi entreranno negli stessi rifugi squallidi lasciati dai loro compatrioti.
Il vero problema dunque rimane alle spalle. Il traffico losco delle cosche mafiose di armi e merci da contrabbando provenienti dall’Africa e dall’ex blocco sovietico dal porto di Gioia Tauro verso il Nord Europa, la rete di traffico di persone e prostituzione e il forte interesse nel mantenere il lavoro agricolo, un lavoro in nero e redditizio sono rimaste dietro quegli scontri e quella violenza che ne è stata la sola conseguenza. Ma che attira la gente e fa discutere.