segunda-feira, 9 de maio de 2011

Marcio


Stufa marcia come marcio è questo conservatorismo italiano. Tipico italiano. Solo italiano. Insomma qui e italiano.
Conservatorismo nel pensare, nel dire, nell’agire. Non si pensa avanti. Non si parla del futuro. Non si progetta nulla. Non si costruiscono obiettivi. Non si condividono opinioni.
Tutto è un imporsi su tutto. Ognuno vuole avere ragione. L’ascolto e la comunicazione non fanno parte di assemblee o riunioni di cosiddetti collettivi. I collettivi riuniscono individui che pensano dicono individualmente trovando soluzioni individuali che MAI portano all’azione. MAI portano all’azione. Paura di esporsi, paura di mostrarsi. Educati da una borghesia ancora post 68 ina senza meta, senza destinazione e fine a se stessa. Soprattutto fine a se stessa.
 Qui si vive all’ombra. All’ombra di un passato MAI esistito. Di un presente antico, già passato. Generazioni ferme paralizzate. Incomprensioni tra generazioni che non portano a nulla. Non costruiscono e non smontano paradigmi o schemi inutili e decadenti.
Decadentismo. Forse stiamo attraversando un vecchio decadentismo. Almeno però nel decadentismo di fine secolo la paura c’era. Paura dell’ignoto, di ciò che sarebbe stato il novecento. Invece ora abbiamo ben superato il nuovo secolo eppure la paura la viviamo più forte che mai.
Paura di pensare, paura di agire e paura di VIVERE. Qui si ha paura di VIVERE.
Questa è l’unica verità italiana.
Il sistema, la repressione, o solo la nostra marcia individualità.
Marcio e putrido.
Non rimarrà molto.
Questa è l’unica verità italiana.

quinta-feira, 5 de maio de 2011

BASTA CON RETORICHE UMANITARIE.


BASTA CON RETORICHE UMANITARIE.
Gli effetti delle rivolte in Nord Africa su movimenti di migliaia di persone nel Nord Africa e verso l’Europa sono stati documentati e spesso le risposte europee censurate da media e politici durante gli ultimi mesi.
Alcuni degli Stati affacciati sul Mediterraneo hanno visibilmente visto minacciata la propria incolumità proprio per la posizione di guardiano delle barriere esterne dell’Europa Fortezza.
L’Italia ha visto il ministro degli interni Maroni esprimere ripetutamente l’appello di aiuto e soccorso per affrontare quella da lui stesso e dal suo partito fatto della stessa materia è stata definita come emergenza umanitaria. Emanando decreti senza nessun fondamento giuridico e legale comunitario e violando con la Francia codici e direttive comunitarie ci ha fatto credere che l’emergenza esiste davvero.
Una campagna xenofoba e priva di razionalità ha fatto vivere fantasmi e nascosto realtà come l’incapacità giurisdizionale del nostro governo incapace di prendere decisioni basate sulla realtà e di gestire situazioni di immigrazione di persone che vogliono un cambio di vita e una crescita umana e professionale.
Hanno ricevuto un foglio, senza valore se non sul territorio. Molti in Italia e alla frontiera sono già stati picchiati, respinti, umiliati e insultati increduli di essere in Europa con documenti emanati da istituzioni italiane.
Italia e Francia e la Commissione Europea stanno giocando. Prendono persone umane come oggetti di infimo consumo. Senza identità, senza nessuna considerazione. Un gioco politico fin troppo chiaro in vista delle imminenti elezioni presidenziali e allo stesso tempo oscurato da finte conferenze stampa tra capi di governo che giocano allo stesso gioco: scaricare l’immigrato e riprenderlo in un momento più consono. In nero, clandestino come è giusto che sia.
Ora basta accettare questa politica di governi. Basta fare noi il ruolo di un governo che non vuole affrontare la situazione e che continua a mangiare senza dare soluzioni.
Basta accettare di vedere persone che vogliono lottare, lottare da sole. Noi siamo nella stessa situazione. Oggi una casa, un lavoro non sono sinonimo di sicurezza. Oggi potrebbe essere il giorno in cui avremo bisogno di cambiare e cercare vita migliore altrove. Non rimaniamo nelle nostre case ma accompagnamo e strutturiamo una lotta di cambiamento e di crescita.