terça-feira, 2 de dezembro de 2008
La persa universalità dei diritti umani
La globalizzazione ha favorito la necessità di incontrare risorse sia materiali sia umane a prezzi competitivi per una maggiore e continua produttività Ciò ha portato ad una domanda da parte dei paesi industrializzati di manodopera. Spesso però per tenere bassi i costi che altresì risulterebbero eccessivi (per non dire umani) si sono sacrificati diritti come assistenza, condizioni di lavoro e di vita degne. Chi ueste cose le sa dal principio, le evita. Noi, nazionali anche se disoccupati, difficilmente ci abbassiamo e rischiamo la nostra vita sul posto di lavoro.
Gli immigrati, coloro che non hanno futuro nel proprio paese si. E grazie ad attenti processi di smuggling, superano il controllo doganale e entrano nella grande fortezza Europa.
Si nascondono, temono di essere scoperti da chi li porterebbe in centri di detenzione (per non chiamarli prigioni--il lessico giuridico è chiaro nel volere distinguere i criminali dagli immigrati non documentati) e dopo un periodo di tempo imprecisato (che grazie alla nuova direttiva potrà arrivare ai 18 mesi) espulsi, cacciati fuori, deportati.
Deportati...termine usato durante regimi a noi noti dai libri di storia scolastici come fascismo, nazismo, comunismo. Dicono niente?Fino al 1995 in Germania, un treno chiamato assurdemente Albert Heinstein deportava centinaia di immigrati, per lo più ROM vittime di grandi discriminazioni nel paese di origine, oltre il confine tedesco e poi lasciati a se stessi se non rimpatriati nuovamente.
Ma oggi, l'universalità dei diritti umani ha voluto avere la meglio!Ironicamente, ovvio.
Si sono preparati documenti, convenzioni per la tutela dei diritti umani e la loro promozione. Peccato che ad ogni obbligo da parte dello stato, corrispondano almeno il doppio di provvsioni a loro favore che abbassano notevolmente la funzionalità e la concreticità di tali valori.
I paesi sviluppati e in via di sviluppo si sono riuniti, a tavolino giocandosi i diritti di persone che non hanno neanche mai sentito, portatori di storie che neanche immaginano. Ignorando si può essere più razionali.
La convenzione ICMW per la tutela dei diritti dei lavoratori immigrati documentati e NON, ha voluto essere un punto apice di un processo che dal dopo guerra promuove dignità umana ai lavoratori anche stranieri. Ma non è stato compreso, gli Stati non hanno voluto abbassarsi a tanto. Non hanno rinunciato e non rinunceranno alla loro sovranità in materia di controllo del territorio. Le ragioni sono varie. Economiche, politiche, sociali...E hanno fatto di questo e di altri strumenti simili e meno inclusivi, degli umili fogli di carta senza valore. Spesso non sono neanche stati presi in considerazione. (vedi Germania).
Così facendo l'universalità dei diritti umani non sarà mai universale. Dichiarazioni universali non lo saranno mai fino a quando categorie di persone continueranno ad essere escluse in nome del general welfare della comunità nazionale.
Così facendo, si continuerà a promuovere traffiking, smuggling, e sfruttamento di persone, donne soprattutto che alimenteranno il mercato, colmeranno la domanda di manodopera a basso costo senza certezze e senza alcun tipo di integrazione sociale. Questo frame rispecchia davvero la mia società. E non è il futuro ma è già presente.
terça-feira, 18 de novembro de 2008
Storia di perseveranza
Con un visto per la Bosnia è partito lasciando una grande e amorosa famiglia che nonostante la lontananza e le difficoltà lo segue passo a passo.
Ora è il suo paese a non volerlo riconoscere.
Dopo l'occupazione dell'Università Libre di Bruxells, dove è rimasto per diversi giorni partecipando allo sciopero della fame e suonando flauto per i bambini, è stato considerato terrorosta. Il suo paese non lo accetta.
Ha chiesto asilo. Negato per due volte. Dopo essere stato rimandato indietro dalla Svezia che non lo ha accettato secondo la Dublin II, è dovuto convincersi che la lotta in Belgio non era ancora cominciata. La terza volta ha avuto risposta positiva. Ma la conferma definitiva non è ancora arrivata. Sono già 11 mesi che attende ma sembra non abbia ancora risposta alcuna. Il nervosismo e l'insicurezza non lo abbattono. Si dedica alla musica. Il suo flauto richiama in maniera viscerale il suo sfondo culturale e la sua appartenenza a una cultura Farsi che va ben oltre i confini di una nazione.
La sua lotta continua...Solidarietè avec les sans papiers!
Clementina, NO PAPERS NO CONTRACT!
‘E qui da 9 anni. Ha due figli uno di 8 e l’altro di 2 anni. Vivono con il marito in centri differenti per i sans papiers. Alcuni sono pure gestiti da stessi connazionali ma come in tutti i business interviene la mafia. In molti squat loro non possono più entrare. Devono cercare altri dove è possibile che non vengano accettati.
In 9 anni ha avuto tre possibilità di contratto. Ma in nessuna di queste opportunità, la padrona ha voluto rischiare. Ha piuttosto chiamato l’avvocato di fiducia e seguire il suo consiglio.
Clementina lotta da molti anni. Il figlio più grande lo vede e allo steso tempo soffre.
Tutti, mi dice sono qui e sono iscritti all’Ufficio per stranieri. Tutti vogliono lavorare e con contratto.
Le autorità hanno riferito che per ottobre sarebbe stata aperta una regolarizzazione per i sana papiers. Ma arrivato ottobre le hanno detto che a causa della crisi ECONOMICA bancaria, il Belgio non poteva sostenere tali spese. Hanno rimandato per luglio.
Intanto negli anni passati ha assistito a regolarizzazioni di giovani ma raramente di donne con bambini.
Si chiede cosa vuole il Governo. Mi racconta di tanti casi di africani che si sposano con una europea. Pagano anche 10, 15 mila euro per sposarla e poi divorziano. Ma ottengono i papiers.
Lei mi dice, non è così. Vengono il più delle volte con intere famiglie.
Non so cosa dirle…Solo che ci sono legislazioni diverse per paese e purtroppo ogni paese è sovrano e autoritario in materia di immigrazione.
The European Court of Human Rights reiterates at the outset that the Convention does not guarantee the right of an alien to enter or to reside in a particular country and that Contracting States HAVE THE RIGHT, as a matter of well-established international law and subject to their treaty obligations including the Convention, TO CONTROL THE ENTRY, RESIDENCE AND EXPULSION of aliens.
Di certo l’esperienza di oggi è stata interessante. Il dibattito poi con il gruppo di studenti mi ha dato spunti per riflettere. L’università si proclama LIBRE ma perché?Lo è veramente?
E se è libera, perché non dovrebbe concedere l’occupazione?
Anche gli studenti non hanno facili risposte. Hanno piuttosto una crisi di valori e definizioni.
Più che crisi bancaria, la definirei crisi umana.
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Nel palazzo de Civil Gas di Chaussee di Ixelles, n.133, dopo circa due settimane di occupazione, sabato sera è morto un uomo per mescolanza alcool e medicinali.
Questo ha portato allo sgombero quasi immediato. Invece di domenica, sono arrivati stamattina verso le 8.00.
Più di 20 camioncini della polizia in veste anti-sommossa sono arrivati, bloccando una delle arterie principali della capitale belga.
Pretendevano lo sgombero di più di 250 persone tra cui molti bambini (anche neonati), donne e uomini provenienti da diverse parti del mondo: Nord Africa, America Latina principalmente ma anche tanti dell’Africa sub sahariana o moros come li chiamano gli Ecuadoriani.
Sono arrivata con la mia bicicletta. Ho seguito le vicende da un angolo all’altro. Le entrate erano bloccate e le autorità sono entrate controllando non ci fosse dentro più nessuno.
Anche ragazzi belgi che hanno vegliato la notte, sono stati picchiati con altri sans papiers.
Il gruppo dei manifestanti e sans papiers si sono riuniti in strada. Hanno cominciato a unirsi:
Libertà ai nostri camerata!Polizia dappertutto, giustizia da nessuna parte…E hanno chiamato in soccorso Allah pregando e cantando. Il freddo e la pioggia non aiutavano.
Sembrava tranquillo. Poi un ragazzo della coordinazione con UDEP (movimento sans papiers) ha detto a chi non avesse i famosi papiers di non andare nell’uscita posteriore perché poteva essere pericoloso.
Lo hanno ascoltato?Ci siamo spostati e hanno cominciato a uscire persone, come a contagocce.
5 persone hanno ricevuto la regolarizzazione. Quelle più picchiate durante la mattinata.
Sarà che lo stato vuole chiedere scusa?O forse vuole dare il premio a chi con lo spirito combatti ero ha resistito di più fino a farsi sfregiare la faccia dalle manganellate inflitte dalle autorità statali?
Poi però la gente voleva entrare. Oggetti, materassi, coperte…erano ancora dentro.
Hanno cominciato a spingere cercando di oltrepassare la frontiera di poliziotti fino all’arrivo da destra di una 15 di poliziotti anti-sommossa. SENZA NOME, VISO COPERTO hanno cominciato a spingere e fermare il flusso. Anche le scarpe sono volate per difendersi dai colpi.
Da li poi le persone che avevano lasciato cose sono riuscite a riaverle anche se non del tutto.
Si prevede una manif immediata per le 18 di sera.
La manif, la prima per me in Belgio prevedeva non solo un corteo, bensì una immediata OCCUPAZIONE di un altro posto grande a sufficienza per ospitare più di 250 persone.
ULB, Università Libera di Bruxells, quale altra alternativa!?
La storia dell’ULB è ricca in materia di SANS PAPIERS. Nel 2003 un grande gruppo di iraniani sono stati accolti nelle sale dell’università e hanno portato avanti per 30 giorni uno sciopero della fame fino ad ottenere documenti. Gente con la bocca cucita, gente che non aveva nessuna energia se non per respirare…gente disperata. Rifugiati per o più. In fuga da un regime che non accetta altra parola che quella del Corano da loro interpretato.
Con questo ricordo vivo negli occhi e parole di alcuni dei presenti, si occupa la palestra dell’università.
La gente si riunisce. Si scambiano pareri, si cercano disperatamente possibilità che possano essere più che semplicemente temporanee e di una sola notte. ‘E difficile. Stanchezza, nervosismo e paura di tornare in strada o essere presi dalla polizia si possono toccare con le dita.
Non voglio però generalizzare. Alcuni dei presenti, di certo avevano già avuto a che fare con la polizia per ragioni anche al di là dei documenti. Non avevano molto da perdere e non di certo avevano la stessa paura o timore di una mamma ecuadoriana con due bambini a carico.
Tante le volte in cui si è persa la pazienza. Piccole risse, sempre placate abbastanza prontamente.
Ogni cultura, una testa. Ogni testa una reazione.
In questi casi il concetto di solidarietà umana si nasconde e rimane accantonato per lungo tempo.
domingo, 7 de setembro de 2008
Rispondiamo all'SOS
Diamo il vero senso alla libertà!
Rispondiamo all'SOS: Occupare- prendere o lasciare!
http://www.myspace.com/sosfornace
http://www.sosfornace.org/
domingo, 10 de agosto de 2008
Ma prima della Georgia?
La partnership militare americana sia con il Pakistan sia con l'India, insieme alle persistenti tensioni tra questi due paesi, corrisponde evidentemente agli INTERESSI AMERICANI: il Pakistan è alleato chiave nella guerra afghana; la guerra afghana è funzionale al controllo strategico del petrolio centro-asiatico; Afghanistan e Pakistan sono parte integrante del progetto che mira a portare petrolio del Mar Caspio sul mercato asiatico per mezzo di un oleodotto lungo 440 miglia che le compagnia petrolifere amricane e britanniche e francesi vogliono costruire dal Turkmenistan fino a un terminal per l'esportazione di miliardi di galloniUK di gas naturale e 60 miliardi di barili di petrolio tra Azerbajan, Uzbekistan, Turkmenistan e Kazakistan.
Il nucleo strategico della guerra afghana, come del contemporaneo impegno nell'Asia del Sud è il PETROLIO.
Da ''India spezzata'' di Vandana Shiva
http://it.youtube.com/watch?v=Kfdg34hjiOM&feature=related
quinta-feira, 3 de julho de 2008
G8 al tavolo, il mondo alla fame
Chiamata all'azione contro il G8 2008
La prossima settimana, dal 7 al 9 Luglio, i capi degli Stati che monopolizzano i due terzi della ricchezza della terra si incontreranno sul Lago di Toya a Hokkaido, in Giappone. Sebbene il così detto Gruppo degli Otto non abbia nessuna legittimazione o diritto di decidere sulle questioni planetarie, in pratica sono un informale governo mondiale. Così i G8 hanno guidato la globalizzazione neoliberista allo stato attuale seminando povertà, violenza, odio, segregazione, e distruzione dell'ambiente.
All'inizio, durante gli anni '70, il G8 venne costituito in un momento fortemente critico per il mondo capitalista, con lo scopo di formare un consenso verso gli stati imperialisti. E il "consenso" significava nient'altro che il camuffamento della finanza globale, della privatizzazione, della commercializzazione e della militarizzazione come fossero una tassa.
Nel passato il G8 ha espresso preoccupazione per i diritti umani e per la povertà. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha spinto molto per presentare una globalizzazione dal volto umano. Ma in realtà, chi è che viola i diritti umani nel nome della "lotta al terrorismo"? Chi è che distrugge l'educazione pubblica? Chi è che privatizza quasi tutte le risorse - terra, acqua e cibo - e sfrutta la crescente poverà globale? Chi è che produce ed esporta più del 90% delle armi usate sul pianeta? Al Summit di Heiligendamm nel 2007, uno dei temi principali era la povertà in Africa, ma quello che hanno proposto come misura per comatterla è stata, incredibilimente, la deregolamentazione degli investimenti in Africa. Da questi modi di ragionare e di fare, abbiamo imparato che per i Grandi Otto i diritti umani e la povertà sono solo un'altra opportunità per le politiche di esproprio del capitalismo.
Al summit del 2008, il tema principale saranno i problemi ambientali. Che inganno! Sono proprio i Grandi Otto che devastano le risorse naturali del pianeta - spesso ricorrendo alle armi - e scaricano nell'atmosfera più del 40% dell'anidride carbonica, contribuendo quindi ai cambiamenti climatici. Yasuo Fukuda, il primo ministro del Giappone, ha rifiutato il Protocollo di Kyoto, e ora ospita ipocritamente "il summit per l'ambiente". Ma questo prorgamma in pratica significa fra l'altro l'esportazione degli impianti nucleari nei paesi in via di sviluppo, e nulla circa un effettivo sviluppo.
Non siamo più silenziosi...
segunda-feira, 30 de junho de 2008
La fascia gialla
vi scrivo non come giornalista ma come persona. Servirebbe uno sciopero di tutti i lavoratori che non sono nati in Italia. So che è più difficile: chi ha il permesso di soggiorno o chi non ce l'ha, è più ricattabile. Ma basterebbe uno sciopero simbolico come, ad esempio, andare tutti a lavorare una settimana con una fascia gialla legata al braccio, o al polso, simbolo delle manette che l'Italia autoritaria vuole metterci.
Una protesta che raccolga anche il sostegno degli italiani. Ma,ritengo, deve partire da chi è arrivato qui. Per far vedere che la divisione tra immigrati e italiani è una divisione razzista, che si è tutti cittadini fondamentali e insostituibili e che senza gli 'immigrati' l'Italia si ferma. Serve questo per dare la sveglia all'Italia onesta e perbene che esiste ancora ma in questo momento si trova smarrita, ridotta a macerie dalla propaganda tv e politica messa in atto ormai in questi
anni. La settimana potrebbe essere quella dall'1 al 7 settembre,periodo della ripresa dopo l'estate. Negli stessi giorni l'Italia sarà sotto la lente internazionale: a Mantova c'è il più importante festival letterario italiano, a Venezia ci sarà il festival del cinema e a Monza si corre il gran premio di formula uno. Cultura, cinema sono gli unici ambienti dove è ancora possibile guardarsi da persone.
> Un abbraccio
> Fabrizio Gatti
sábado, 28 de junho de 2008
La fuga della musica
O meglio esistono ma li stanno rendendo inagibili agli esseri umani, ai comuni mortali, a NOI GIOVANI.
Spazi chiusi, centri sociali (Acqua potabile, Isola, Fornace, una lunga altra lista), spazi pubblici aperti a tutti ma non a NOI (Colonne di San Lorenzo, piazze,..) continuano ad esistere ma non nelle nostre mani.
Continuano ad esistere, sono là ad aspettare solo un nuovo appalto (possibilmente mafioso) che si occupi della ristrutturazione e futura gestione.
Non sembra ci appartengono più. Siamo troppo apatici per pensarci.
Lavoro, lo sfruttamento da tirocini non pagati, il mutuo di trent'anni minimo, affitto, auto, benza che sale sempre di più (quella è l'unica cosa che sale in questo paese), una birra a 5 euro (come se fossimo ricchi alcolizzati), ci rendono SCHIAVI...NOI SIAMO SCHIAVI.
Coloro davanti a NOI, i grandi, gli adulti che sanno le cose, che hanno esperienza ci stanno morfinizzando..o lo hanno già fatto.
Contro la legalizzazione delle droghe- ma sono i primi a drogare i propri figli.
Droghe PESANTI: tasse, non agevolazioni, interessi, campi rom in fiamme...
E ci hanno rubato anche il piacere della MUSICA.
Concerti notturni (non serali), batteristi con batteria dal vivo, sound da 8kw,...
Ormai sembrano ricordi passati...
MA VOGLIAMO DAVVERO CHE SIA COSì?
Intanto loro, i grandi, continuano a fare i propri interessi...
I soliti sospetti
Dopo l'assegnazione dei 133 milioni di euro per i primi tre anni in modo da far partire i lavori per l'Expo e soprattutto per cominciare a preparare il budget di massima da mostrare ai commissari del Bureau International des Expositions che arriveranno in lugllio.
Petizione contro l’insediamento dei padiglioni dell’EXPO 2015 La proposta che assume il giudizio negativo che il Comitato NOEXPO dà sula logica che sottende alla proposta di Milano come sede dell’Esposizione Universale del 2015, richiede ag ogni cittadino di esprimere la propria contrarietà nei confronti ddegl insediamenti previsti delle attvità espositive in una delle poche aree verdi sopravvissute nel nell’hinterland nord di Milano.
Attenzione Immigrazione!
Da www.sosfornace.org :
Apprendiamo dai giornali locali che la Polizia Ferroviaria della stazione di Rho ha portato a termine una “brillante” operazione nei confrontidi cinque stranieri fermati per «reati contro l’immigrazione». Il fatto che la polizia effettui i propri controlli sulla base dell’etnia delle persone e che la condizione di immigrato costituisca un motivo di sospetto per cui fermare un individuo è grave e pericoloso allo stesso tempo. Questa prassiè il frutto amaro del pesante clima politico che si è venuto a creare con l’insediamento del nuovo governo e che rende lecito equiparare gli immigrati irregolari a dei criminali. Da qui la pesante stretta repressiva che porta ai rastrellamenti di migranti a Milano da parte della polizia locale alla schedatura di cittadini italiani di etnia rom e, adesso, anche ai controlli suitreni nei confronti di persone solo perché straniere. Adesso che l’Expo porterà all’apertura di numerosi cantieri edili nei quali andrà a lavorare manodopera immigrata in nero, queste poltiche securitarie serviranno a contenere il costo del lavoro attraverso il ricatto dei CPT e dell’espulsione nei confronti di quei migranti che rivendicano migliori condizioni di vita.