Belgio, paese di figli di immigrati. Coloro che sono di generazioni immigranti, nipoti di italiani, spagnoli mossisi a Bruxelles per un motivo unico: lavoro.
60, 70 anni dopo il mondo non è cambiato. La gente si muove, la musica cresce..si cerca lavoro.
Ma non sono italiani e europei solamente. Sono EXTRA Europei, ex continentali.
Fa paura, spaventa come se il cerchio si fosse spezzato per lasciare entrare violenza e malattia.
Chiudere ciò che spaventa in un vaso..il vaso di Pandora è ciò che ci hanno tramandato culture antiche e sapienti.
E ciò che oggi, parlando di integrazione, si concretizza nei centri di detenzione chiusi.
Libertà, dei valori, ma non di persone.
Persone in cerca di asilo, e famiglie con bambini, nella stessa situazione di criminalità accertata senza diritto a parola. Questo da fastidio alle coscenze di chi vive a contatto con mura di centri chiusi, con persone che aspettano infinitamente una presa in considerazione della loro vita, e della loro situazione. Ci sono persone pagate per questo al governo. Ma non attuano, seguono la legge che invece di essere seguita, deve essere cambiata.
Oggi abbiamo manifestato. Non per amnestie, ma per la giusta presa di posizione di coloro che hanno il potere burocratico nelle mani.
Potere burocratico che ci ha stancato. Si, ha stancato tutti noi, lo vogliamo cambiare, travolgere.
Ma per questo dobbiamo essere uniti. E certi che ci sono soluzioni, lavoro non in nero, non sfruttamento di donne in mansioni domestiche senza giorni liberi, o uomini in costruzioni edili.
I giovani si lamentano, gli stranieri si lamentano, e vogliamo la stessa cosa: diritto di parola.
Alziamo la voce allora. Ci sentiranno dall'alto dei loro altilocati uffici burocratici.
quinta-feira, 26 de fevereiro de 2009
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