terça-feira, 18 de novembro de 2008

18/11/2008, Brussels
Nel palazzo de Civil Gas di Chaussee di Ixelles, n.133, dopo circa due settimane di occupazione, sabato sera è morto un uomo per mescolanza alcool e medicinali.
Questo ha portato allo sgombero quasi immediato. Invece di domenica, sono arrivati stamattina verso le 8.00.
Più di 20 camioncini della polizia in veste anti-sommossa sono arrivati, bloccando una delle arterie principali della capitale belga.
Pretendevano lo sgombero di più di 250 persone tra cui molti bambini (anche neonati), donne e uomini provenienti da diverse parti del mondo: Nord Africa, America Latina principalmente ma anche tanti dell’Africa sub sahariana o moros come li chiamano gli Ecuadoriani.
Sono arrivata con la mia bicicletta. Ho seguito le vicende da un angolo all’altro. Le entrate erano bloccate e le autorità sono entrate controllando non ci fosse dentro più nessuno.
Anche ragazzi belgi che hanno vegliato la notte, sono stati picchiati con altri sans papiers.
Il gruppo dei manifestanti e sans papiers si sono riuniti in strada. Hanno cominciato a unirsi:
Libertà ai nostri camerata!Polizia dappertutto, giustizia da nessuna parte…E hanno chiamato in soccorso Allah pregando e cantando. Il freddo e la pioggia non aiutavano.
Sembrava tranquillo. Poi un ragazzo della coordinazione con UDEP (movimento sans papiers) ha detto a chi non avesse i famosi papiers di non andare nell’uscita posteriore perché poteva essere pericoloso.
Lo hanno ascoltato?Ci siamo spostati e hanno cominciato a uscire persone, come a contagocce.
5 persone hanno ricevuto la regolarizzazione. Quelle più picchiate durante la mattinata.
Sarà che lo stato vuole chiedere scusa?O forse vuole dare il premio a chi con lo spirito combatti ero ha resistito di più fino a farsi sfregiare la faccia dalle manganellate inflitte dalle autorità statali?
Poi però la gente voleva entrare. Oggetti, materassi, coperte…erano ancora dentro.
Hanno cominciato a spingere cercando di oltrepassare la frontiera di poliziotti fino all’arrivo da destra di una 15 di poliziotti anti-sommossa. SENZA NOME, VISO COPERTO hanno cominciato a spingere e fermare il flusso. Anche le scarpe sono volate per difendersi dai colpi.
Da li poi le persone che avevano lasciato cose sono riuscite a riaverle anche se non del tutto.
Si prevede una manif immediata per le 18 di sera.
La manif, la prima per me in Belgio prevedeva non solo un corteo, bensì una immediata OCCUPAZIONE di un altro posto grande a sufficienza per ospitare più di 250 persone.
ULB, Università Libera di Bruxells, quale altra alternativa!?
La storia dell’ULB è ricca in materia di SANS PAPIERS. Nel 2003 un grande gruppo di iraniani sono stati accolti nelle sale dell’università e hanno portato avanti per 30 giorni uno sciopero della fame fino ad ottenere documenti. Gente con la bocca cucita, gente che non aveva nessuna energia se non per respirare…gente disperata. Rifugiati per o più. In fuga da un regime che non accetta altra parola che quella del Corano da loro interpretato.
Con questo ricordo vivo negli occhi e parole di alcuni dei presenti, si occupa la palestra dell’università.
La gente si riunisce. Si scambiano pareri, si cercano disperatamente possibilità che possano essere più che semplicemente temporanee e di una sola notte. ‘E difficile. Stanchezza, nervosismo e paura di tornare in strada o essere presi dalla polizia si possono toccare con le dita.
Non voglio però generalizzare. Alcuni dei presenti, di certo avevano già avuto a che fare con la polizia per ragioni anche al di là dei documenti. Non avevano molto da perdere e non di certo avevano la stessa paura o timore di una mamma ecuadoriana con due bambini a carico.
Tante le volte in cui si è persa la pazienza. Piccole risse, sempre placate abbastanza prontamente.
Ogni cultura, una testa. Ogni testa una reazione.
In questi casi il concetto di solidarietà umana si nasconde e rimane accantonato per lungo tempo.

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