Ritorno da una città dichiarata e conosciuta come la cittàeuropea delle Libertà, dove ognuno può essere e fare il libero. ma ad Amsterdam di libertà non ne ho viste molte.Certo a livello di terminologia, è rischioso volteggiare tra Libertà e le libertà.Ma non è questo lo scopo del commento. La città è nel suo complesso interessante. La geografia, è particolarmente adatta per non perdersi. Giravamo, giravamo tornavamo sempre nello stesso sitio. Le persone non convincono. Sarà la conseguenza di TOLLERENZA, INTEGRAZIONE, CONVIVENZA, o solo di strutturate libertà, che fanno della gente di Amsterdam, quasi amorfe macchine se non fosse per gli amorfi robot che dalla verde GB invadono il centro e i pub di Amsterdam alla volta di nuovo alcohol da consumare. Dava l'impressione di essere in una città come Tallin, che vive quasi di turismo temporaneo del fine settimana finlandese o scozzese, o solamente occidentale.
La libertà in questa società ha sopra di se il peso del controllo statale.
Libertà mascherata da una lista interminabile di vincoli e proibizionismi.
Non lasciare lo zaino a terra, non raccolgiere cose da terra, non guardare nella faccia chi ti sta attorno, nè se sei curioso perchè potrebbe pensare male...Dove ognuno interviene per te, senza che tu sia il centro e il pensatore di nuove azioni, è la morte dell'autogoverno.
Autogoverno come nostro diritto naturale. Non anarchia, come diffuso nell'immginario collettivo.
Per gandhi e i movimenti sociali contemporanei, l'autogoverno non significa amministrazione da parte di uno stato centrale, bensì da parte delle comunità locali in grado di gestirsi e rispondere alle proprie esigenze e necessità. Lo spirito di rigenerazione accompagna l'autogoverno. Rigenerare per rispondere a situazioni oppressive.
Ma una società che non promuove educazione di capacità innate, insiste nella continua generazione di nuovi e consolidati apparati burocratici statali. Un processo logicamente perfetto dove l'autogoverno non appartiene al popolo soggetto della democrazia, bensì alle istituzioni, non come risultato democratico ma come alieni che sono in grado di autogovernarsi e governarci.
Non vi sono libertà senza restrizioni. Questa è la legge scalpellata nell'aria di Amsterdam come nelle città occidentali.
Dove le restrizioni sono parte del quotidiano, già non rispecchiano nulla di diverso e alieno se non la vita stessa.
Diventano consutudinarie e dunque, assorbite dalle cellule vitali dell'uomo. Nulla è più questionabile e l'uomo continuerà assopito nell'utopica convinzione di essere libero.
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