BASTA CON RETORICHE UMANITARIE.
Gli effetti delle rivolte in Nord Africa su movimenti di migliaia di persone nel Nord Africa e verso l’Europa sono stati documentati e spesso le risposte europee censurate da media e politici durante gli ultimi mesi.
Alcuni degli Stati affacciati sul Mediterraneo hanno visibilmente visto minacciata la propria incolumità proprio per la posizione di guardiano delle barriere esterne dell’Europa Fortezza.
L’Italia ha visto il ministro degli interni Maroni esprimere ripetutamente l’appello di aiuto e soccorso per affrontare quella da lui stesso e dal suo partito fatto della stessa materia è stata definita come emergenza umanitaria. Emanando decreti senza nessun fondamento giuridico e legale comunitario e violando con la Francia codici e direttive comunitarie ci ha fatto credere che l’emergenza esiste davvero.
Una campagna xenofoba e priva di razionalità ha fatto vivere fantasmi e nascosto realtà come l’incapacità giurisdizionale del nostro governo incapace di prendere decisioni basate sulla realtà e di gestire situazioni di immigrazione di persone che vogliono un cambio di vita e una crescita umana e professionale.
Hanno ricevuto un foglio, senza valore se non sul territorio. Molti in Italia e alla frontiera sono già stati picchiati, respinti, umiliati e insultati increduli di essere in Europa con documenti emanati da istituzioni italiane.
Italia e Francia e la Commissione Europea stanno giocando. Prendono persone umane come oggetti di infimo consumo. Senza identità, senza nessuna considerazione. Un gioco politico fin troppo chiaro in vista delle imminenti elezioni presidenziali e allo stesso tempo oscurato da finte conferenze stampa tra capi di governo che giocano allo stesso gioco: scaricare l’immigrato e riprenderlo in un momento più consono. In nero, clandestino come è giusto che sia.
Ora basta accettare questa politica di governi. Basta fare noi il ruolo di un governo che non vuole affrontare la situazione e che continua a mangiare senza dare soluzioni.
Basta accettare di vedere persone che vogliono lottare, lottare da sole. Noi siamo nella stessa situazione. Oggi una casa, un lavoro non sono sinonimo di sicurezza. Oggi potrebbe essere il giorno in cui avremo bisogno di cambiare e cercare vita migliore altrove. Non rimaniamo nelle nostre case ma accompagnamo e strutturiamo una lotta di cambiamento e di crescita.
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